STUDIOLEGALEGUARNACCIA

Ogni Persona merita una Voce

STUDIOLEGALEGUARNACCIA

Ogni Persona merita una Voce

GIUSTIZIA

Referendum Giustizia 2026: cosa cambia (e cosa no) dopo il voto sulla separazione delle carriere

Lo scorso marzo gli italiani sono stati chiamati alle urne per il referendum costituzionale confermativo sulla riforma della giustizia voluta dal Governo, il cui punto centrale era la separazione delle carriere dei magistrati: la creazione di due percorsi professionali distinti — uno per i magistrati giudicanti e uno per i magistrati requirenti (i pubblici ministeri) — oggi riuniti in un’unica carriera, con la possibilità di passare dall’una all’altra funzione nel corso della vita professionale. La riforma prevedeva inoltre la suddivisione del Consiglio Superiore della Magistratura in due organi distinti, uno per i giudici e uno per i pubblici ministeri, e l’introduzione del sorteggio per l’individuazione dei componenti togati.

Non avendo il Parlamento raggiunto la maggioranza dei due terzi richiesta per l’approvazione diretta della legge costituzionale, la riforma è stata sottoposta a referendum confermativo, come previsto dall’articolo 138 della Costituzione. Al voto ha prevalso il No, e la riforma non è entrata in vigore: l’ordinamento giudiziario resta, ad oggi, quello attuale, con la carriera unica della magistratura e un solo Consiglio Superiore della Magistratura.

Per chi si occupa quotidianamente di diritto penale, la vicenda referendaria non è un tema astratto di ingegneria istituzionale, ma tocca da vicino l’equilibrio tra accusa e difesa nel processo. Al di là dell’esito, il dibattito ha comunque riportato al centro dell’attenzione pubblica temi che riguardano da vicino chi si trova, spesso per la prima volta, a doversi confrontare con la giustizia penale: l’indipendenza e la terzietà del giudice, il ruolo del pubblico ministero, le garanzie difensive nel corso delle indagini.

Lo Studio Legale Guarnaccia continua a seguire con attenzione l’evoluzione del sistema giudiziario italiano, restando aggiornato sulle riforme in discussione per offrire ai propri assistiti un’assistenza sempre consapevole del contesto normativo in cui si muove la difesa.